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Paragrafo 2 . La crisi dell'impero romano.

     
Il  progressivo indebolimento dell'impero ebbe origine da una profonda
crisi politica ed economica, cominciata nel terzo secolo dopo Cristo
     La  mancanza  di  un  rigoroso sistema di  successione  al  trono
imperiale  aveva provocato un vuoto di potere tale, da  scatenare  una
continua  serie di lotte all'interno dell'esercito, divenuto ormai  la
pi importante istituzione
     
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     imperiale.  Questa instabilit politica e militare provoc  gravi
danni  all'economia e determin una progressiva decadenza delle citt.
Dopo  essere  asceso  al trono, ponendo termine  alla  guerra  civile,
l'imperatore   Diocleziano  (284-305)  cerc   di   rimettere   ordine
nell'impero,   suddividendolo   in  quattro   parti   (tetrarchia)   e
sottoponendolo  a  severi  e  restrittivi  provvedimenti  fiscali  che
tuttavia  non  riuscirono  ad  arrestare  la  crisi,  ma  soltanto  ad
attenuarla. La popolazione continuava a diminuire e ad impoverirsi, le
citt  si  svuotavano, i cittadini abbandonavano gli uffici davanti  a
responsabilit troppo pesanti. Intanto i mercenari barbari accorrevano
in  gran  numero  nelle  file  dell'esercito,  acquisendovi  onori   e
percorrendovi brillanti carriere.
     Mentre  la  situazione sociale ed economica  andava  peggiorando,
quella  religiosa  subiva  una mutazione rivoluzionaria.  Gli  antichi
culti  romani  vennero soppiantati da altri, provenienti dall'Oriente,
che  promettevano  salvezza e resurrezione e che, in  tempi  di  acuta
crisi  e  di  estrema  incertezza, vennero sempre pi  ascoltati:  fra
questi  prevalse  il  Cristianesimo, la  cui  dottrina,  dopo  essersi
scontrata  aspramente  con la cultura e con  i  valori  della  societ
romana, fin per conquistare sia la plebe che le classi pi elevate.
     Nel  corso  del  quarto secolo dopo Cristo  il  Cristianesimo  si
afferm   definitivamente.   Grazie   all'iniziativa   dell'imperatore
Costantino,  con  l'editto del 313, esso fu  legalizzato;  durante  il
dominio  di  Teodosio,  con  l'editto di  Tessalonica  (380),  divenne
religione di stato.
